TRINITAPOLI

giovedì 14 agosto 2014

Albore: «La vita di partito sta subendo un forte abbandono. È tempo di spalancare le porte ai giovani»





TRINITAPOLI - Le risposte tardano ad arrivare, così come l’estate 2014 tarda ad essere nel calore e nei colori che la gente aspetta per poter vivere le proprie vacanze. Su questa metafora, ancora una volta, il coordinamento de La Puglia prima di Tutto di Trinitapoli, con il suo segretario cittadino, nonché Presidente del Consiglio Comunale della città ofantina, Mino Albore, lancia un forte richiamo allo stato di assoluto silenzio e di incomprensibile immobilismo.

«È triste avvertire lo stato di abbandono che la vita di partito sta subendo - attesta Mino Albore -, e a due anni dal commissariamento della PPdT Bat Provinciale, non si è ancora avuto modo di comprendere quale sia l’indirizzo politico entro cui muoversi, né tantomeno si conoscono gli organi superiori di riferimento. È chiaro a tutti il motivo della disaffezione della gente, in special modo dei giovani, dalla politica. Si è smarrito quel necessario senso di radicamento sul territorio che conduce a quella rete di relazioni capaci di dare risposte ai cittadini. Oggi non c’è un partito, che sia uno, che abbia quel senso di responsabilità necessario a ripristinare il cordone vitale tra classe politica e cittadini».

Usando come analogia l’esortazione di Giovanni Paolo II quando disse al popolo di Dio “spalancate le porte a Cristo”, il suggerimento è di “spalancare le porte della politica ai giovani”.

«È arrivato il momento - conclude Albore - di permettere alle nuove generazioni di esprimere tutto il proprio potenziale senza escludere gli anziani, ma attraverso un’attività sinergica che vede insieme esperienza e forza vitale dell’innovazione, all’unico scopo di inserire nell’agone politico idee, proposte e progetti capaci di dare slancio alla vita di partito».

sabato 2 agosto 2014

Presentata la 33^ Stracasale. Mons. Pavone: «L’idea pastorale è il motivo del suo immutato successo»





TRINITAPOLI - È stata presentata giovedì 31 luglio la 33esima edizione della gara podistica non competitiva Stracasale, che ormai è diventata un appuntamento fisso ed irrinunciabile per i trinitapolesi, sia atleti sia spettatori, famosa anche al di fuori del territorio della città.

L’edizione 2014 della Stracasale, prevista per mercoledì 13 agosto a Trinitapoli, vedrà come ogni anno la tradizionale “Stracasale Maggiore”, riservata agli adulti, la quale coprirà un percorso, rinnovato quest’anno dopo diciannove anni, di 8 km e 500 metri, che toccherà tutte le vie e i rioni della città, all’infuori della periferia per permettere, come hanno spiegato gli organizzatori, sia di agevolare il traffico stradale e il lavoro ai vigili sia di evitare un reciproco disturbo fra autovetture ed atleti.

Novità di quest’anno, dopo il successo passato, sarà la “Mini Stracasale”, una gara podistica riservata ai ragazzi dai 6 ai 14 anni, che consisterà in un percorso di 1,5 km.

Per l’occasione gli organizzatori hanno deciso di suddividere la premiazione della Mini Stracasale in due sezioni: la prima riguarderà i primi tre arrivati, senza distinzione di sesso, tra i bambini dai 6 ai 10 anni; per i ragazzi dai 10 ai 14, invece, ci sarà una doppia premiazione che riguarderà i primi tre classificati rispettivamente nella categoria maschile e in quella femminile.

La quota d’iscrizione, invariata rispetto allo scorso anno, permetterà inoltre di ricevere una pochette con all’interno dei gadget, utili allo svolgimento della corsa e inerenti anche ad alcune iniziative che si svolgeranno nel corso della manifestazione.

Presenti alla conferenza stampa: il presidente del Circolo Lauretano ANSPI, mons. Giuseppe Pavone, il sindaco Francesco di Feo, il direttore responsabile della Stracasale Sabino Maggio e l’esperto del percorso Pietro Maggio.

Durante la presentazione, mons. Pavone ha illustrato ai presenti la storia della Stracasale, partendo propria della prima edizione, avvenuta qualche anno dopo il suo insediamento in parrocchia.

«Io sono uno sportivo di natura - ha raccontato - e alla mia presa di possesso, avvenuta nel 1978, essendo un giovane sacerdote, mi era stato affidato il compito di organizzare e rilanciare la vita pastorale della comunità con delle iniziative che fossero portatrici di un messaggio pastorale molto forte. Ecco allora che decisi di partire dallo sport, fonte di aggregazione e formazione individuale. Con i miei collaboratori pensammo di organizzare una sorta di passeggiata per le vie della città, a cui si unirono cento concorrenti. Negli anni il numero dei partecipanti si è andato infoltendo sempre più e con esso il plauso dei nostri cittadini. Da allora la Stracasale si è arricchita ed è cresciuta, arrivando ad essere il grande appuntamento che è oggi».

«Trentatré anni di immutato successo - continua mons. Pavone - sono sicuramente tanti e il motivo di ciò risiede non nel denaro o nel business, cosa che non abbiamo mai inteso fare, quanto piuttosto nell’idea ispiratrice della corsa, ovvero quella pastorale, che come tale ha alla sostanza la spiritualità, proponendosi sempre con quello spirito gioioso capace di catalizzare i numerosi partecipanti, sia grandi che piccoli».

Molto positivi ed entusiasti anche i commenti del sindaco di Feo, che nel ringraziare gli organizzatori, i volontari e gli sponsor, ha affermato che «la Stracasale è un’attività sportiva ma anche culturale, perché nel momento in cui si raggiungono tanti ragazzi, tanti giovani e tanti atleti il tutto diviene un vero e proprio festival di colori e iniziative. È bello, inoltre, vedere come ogni quartiere della città si apra a questo appuntamento e partecipi attivamente, rendendola una corsa compiuta da tutta la città, sia dal punto di vista podistico che dal punto di vista emozionale».


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