TRINITAPOLI - Le risposte tardano ad arrivare, così come l’estate 2014 tarda ad essere nel calore e nei colori che la gente aspetta per poter vivere le proprie vacanze. Su questa metafora, ancora una volta, il coordinamento de La Puglia prima di Tutto di Trinitapoli, con il suo segretario cittadino, nonché Presidente del Consiglio Comunale della città ofantina, Mino Albore, lancia un forte richiamo allo stato di assoluto silenzio e di incomprensibile immobilismo.
«È triste avvertire lo stato di abbandono che la vita di partito sta subendo - attesta Mino Albore -, e a due anni dal commissariamento della PPdT Bat Provinciale, non si è ancora avuto modo di comprendere quale sia l’indirizzo politico entro cui muoversi, né tantomeno si conoscono gli organi superiori di riferimento. È chiaro a tutti il motivo della disaffezione della gente, in special modo dei giovani, dalla politica. Si è smarrito quel necessario senso di radicamento sul territorio che conduce a quella rete di relazioni capaci di dare risposte ai cittadini. Oggi non c’è un partito, che sia uno, che abbia quel senso di responsabilità necessario a ripristinare il cordone vitale tra classe politica e cittadini».
Usando come analogia l’esortazione di Giovanni Paolo II quando disse al popolo di Dio “spalancate le porte a Cristo”, il suggerimento è di “spalancare le porte della politica ai giovani”.
«È arrivato il momento - conclude Albore - di permettere alle nuove generazioni di esprimere tutto il proprio potenziale senza escludere gli anziani, ma attraverso un’attività sinergica che vede insieme esperienza e forza vitale dell’innovazione, all’unico scopo di inserire nell’agone politico idee, proposte e progetti capaci di dare slancio alla vita di partito».
«È triste avvertire lo stato di abbandono che la vita di partito sta subendo - attesta Mino Albore -, e a due anni dal commissariamento della PPdT Bat Provinciale, non si è ancora avuto modo di comprendere quale sia l’indirizzo politico entro cui muoversi, né tantomeno si conoscono gli organi superiori di riferimento. È chiaro a tutti il motivo della disaffezione della gente, in special modo dei giovani, dalla politica. Si è smarrito quel necessario senso di radicamento sul territorio che conduce a quella rete di relazioni capaci di dare risposte ai cittadini. Oggi non c’è un partito, che sia uno, che abbia quel senso di responsabilità necessario a ripristinare il cordone vitale tra classe politica e cittadini».
Usando come analogia l’esortazione di Giovanni Paolo II quando disse al popolo di Dio “spalancate le porte a Cristo”, il suggerimento è di “spalancare le porte della politica ai giovani”.
«È arrivato il momento - conclude Albore - di permettere alle nuove generazioni di esprimere tutto il proprio potenziale senza escludere gli anziani, ma attraverso un’attività sinergica che vede insieme esperienza e forza vitale dell’innovazione, all’unico scopo di inserire nell’agone politico idee, proposte e progetti capaci di dare slancio alla vita di partito».

